lunedì 8 ottobre 2007

ATTENDO LO STRANIERO CHE SMUOVA LE MIE ZOLLE


"Quando un amante ti perde significa che è un vigliacco.
Quando non riesce a perderti è un ladro".
A. Merini

Io donna, attendo sempre lo straniero che smuova le mie zolle di brezza e tempesta. Sospiro l’amore che s'accenda in un attimo e che bruci una vita.

La mia carne è il terreno dove il giardiniere insinua le mani per strappare ortiche. E un vero giardiniere, io ho il sospetto di non averlo conosciuto mai.Sere fa, ho tentato di ricucire agli angoli i miei mezzi amori per ricavarne storie che mi suggerissero almeno l'incipit del sogno, e nemmeno una ne ho inventata. L’uomo che non si è accampato nelle mie terre, quelle più calde verso sud, è colui che dopo avermi seminata di baci e parole è fuggito nell’oscurità lasciandomi vergine come mi aveva trovata.Tutti i miei amanti mi hanno fatto condividere il letto con donne che non ho mai visto. Donne dalle quali si rifugiavano nella torre dei silenzi per ingannare un amore che non c’è di carezze, le stesse che mi avevano rubato ancora, perché quanti sono usciti dal cancello di casa mia non si sono più curati di richiuderlo. Così, a tutte le ore mi sono alzata per riparare alla loro dimenticanza fino a quando non ho deciso di mostrarmi assente. Una storia che non può sperare nel domani è acqua che ristagna in una pozza senza tornare al mare. La verità è che c’è stato un tempo in cui confidavo nella Luna. Stella polare degli innamorati sperduti che giocano al gioco semplice dell’amore. Quante volte con occhi ciechi d'illusione la scrutavo indovinandone il sorriso o l’occhio beffardo. Le ho permesso di lavorare scialli di stelle che poi non mi ha fatto trovare sul ciglio dell’alba. Lei che prometteva. Lei, che credevo ascoltasse dall’altra parte del cielo i respiri di chi sentivo mio e fosse messaggera di dolci deliri notturni. Ma adesso, ditele che non la cercherò più. Dite a quella signora dalle cosce generose che per me è solo una sgualdrina. Una sgualdrina per anime sole, la notte.

Io bambina, immaginavo fiaba ogni uomo sfiorato con lo sguardo di chi brama il suo tempio d’amore, e mi sono scoperta vestale a bruciare incenso per dei senza patria e senza nome.

SARA

giovedì 4 ottobre 2007

COME UN DIO CHE DORME


C’è che a volte non esiste

gancio di nuvole che allieti

la marcia dell’essere.


Se la vita fosse un mare quieto

io, la visiterei in ogni dove

con i miei sogni in poppa,

ma conoscete voi viaggio

che non azzardi ritorno?


Allora, c’è che a volte mi fingo

una notte sotto il cuscino a legare strette

le cosce bianche dell’alba,

e tutto intorno è ancora visioni e silenzio…


così, come un dio che dorme.

SARA


venerdì 28 settembre 2007

MI FAI I SENSI CALDI


Schiene contrarie
all’umido tocco
ancora s’implorano
in vibrazioni alterne
di respiro corrotto al piacere.

Tu, mi fai i sensi caldi
regione a regione di pelle
e nell’emisfero del corpo
s’insinua traccia
d’ultimo grido convulso.

SARA


NON SO DI ME

Non so di me
più di quanto
il cielo sappia del mare
che eternamente sovrasta
e mai incontra
se non in un punto
d'infinito lontano.

SARA

giovedì 27 settembre 2007

IO, CON UNA COME TE


Io, con una come te, farei l'amore nuovo
come pulito e sbarbato, sempre fresco mi metterei di te
l'aria che sai sotto le ascelle, tra gli inguini ed i piedi.
Con una come te sarei un signore col sigaro e il cappello,
che scende nel paese e tutti lo salutano,
per noi sarebbe sempre un tavolino libero,
il più giusto in fronte al mare e macedonie cosparse
di sciroppo per farci dolce la bocca, tra due volte.
Io, con una come te a settant'anni sarei ancora moro,
terrei le gambe dritte come le donne sognate dai ragazzi,
e tutto quello che chiederei per me: sarebbe di sentirti cantare,
come a messa ad ogni ora che mi venisse voglia,
per ricordarmi sempre che sono figlio d'una natura ricca,
che vengo fuori dall'acqua della vita
come la goccia levata dalla pietra, gettata da un bambino,
che ancora non conosce l'amaro degli addii,
e il parto dei miracoli sotto il vestito di una come te.

Massimo Botturi

mercoledì 26 settembre 2007

AFORISMI

"...IL GENIO PUO' ESSERE CONFINATO DENTRO UN GUSCIO DI NOCE E CIO' NONOSTANTE ABBRACCIARE TUTTA LA PIENEZZA DELLA VITA."
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" ANCHE LA STUPIDITA' E' BELLA, SE PERFETTA."
Thomas Mann